Il Porto Romano
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Non appena approdati sull’isola, basterà percorrere pochi metri per ritrovarci dirimpetto all’antico porto romano, pronti ad “immergerci” nella storia di 2000 anni fa: un bacino di quasi 6800 metri quadri ancora perfettamente praticabile, vero esempio di ingegneria marittima, scavato nella roccia rimuovendo qualcosa come 60.000 metri cubi di tufo. Disposto secondo la direttrice Nord – Sud, con imboccatura rivolta ad est, offre un esemplare ridosso a tutti i venti, ad eccezione del levante, che provoca una leggera risacca. Ma i romani pensarono anche a questo, realizzando sul lato Nord del bacino un’apertura di comunicazione con il mare aperto, pure concepita per evitare l’insabbiamento, dissennatamente ostruita all’inizio di questo secolo. All’ingresso dell’imboccatura fu ricavato nel tufo un ulteriore insenatura semicircolare adibita a bacino di alaggio che, accogliendo i marosi scavati dal levante, si rivelò peraltro in grado di attenuare l’effetto risacca all’interno dell’approdo vero e proprio. Il porto era servito da almeno 3 condotte sotterranee, entro cui confluiva l’acqua proveniente dalle cisterne realizzate all’interno dell’isola.
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Un mare di storia
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A questo proposito vogliamo ricordare che i nostri predecessori sfruttarono la naturale pendenza dell’isola per convogliare in questi contenitori, attraverso un complesso sistema di condutture, le acque piovane provenienti dalle parti più alte dell’isola.
Molto spettacolare è la porzione del porto addossata alla terraferma, caratterizzata da una successione di arcate intagliate nel banco roccioso, erose nei secoli dal vento e dalla salsedine. Alle spalle del portico si aprono numerosi vani magazzino scavati nel vivo del tufo, più volte restaurati, attualmente ancora utilizzati dagli abitanti dell’isola per le varie attività legate alla pesca, come la riparazione delle reti. Il molo che guarda a mare, periodicamente esposto alla furia implacabile del moto ondoso è, come intuibile, la parte che ha subito le lesioni più evidenti. E’ stato di conseguenza necessario intervenire a più riprese nel corso dei secoli, rafforzando e rialzando la struttura. Passeggiando lungo il bacino portuale, si possono ancora osservate numerose bitte di ormeggio ricavate nel tufo, presumibilmente anch’esse di epoca romana.
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