Itinerario sull'Isola
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Il nostro itinerario ideale si snoda verso il Pozzillo, piccola baia in cui, secondo la tradizione, sarebbero state trasportate dal mare le ossa della Patrona Santa Candida, morta a Ponza. La banchina destra, attualmente utilizzata per il rimessaggio e la riparazione di piccole imbarcazioni. termina su una piattaforma tufacea. Dall’altro lato si delinea l’antica peschiera a sua volta sovrastata dal faro e dai resti di un grande complesso residenziale chiamato area della “Polveriera”.
Nelle sue alterne vicissitudini storiche l’isola, praticamente abbandonata per tutto l’alto medioevo e più volte insidiata dai Saraceni, divenne possedimento dei Farnese nel XVI sec. e da questi passò poi ai Borboni.
Dopo i romani, furono proprio i Borboni a gettare, dal 1768, i presupposti per una “nuova Ventotene”, fino ad allora rimaste pressochè immutata sia dal punto di vista naturalistico che da quello urbanistico. Il totale rinnovamento venne affidato ai sapienti interventi progettuali di due tra i maggiori tecnici del governo borbonico: l’ingegnere Francesco Carpi, ed il maggiore del genio Antonio Winspeare.
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Storia, colori, natura, mare
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Lavorando in perfetta sintonia, seppero dare un volto nuovo a Ventotene componendo, senza discordarsi dalle più ecclesiali norme dell’illuminismo allora imperante, quelle quinte architettoniche dai sublimi effetti scenografici che oggi abbiamo modo di ammirare passeggiando per il paese. Gli edifici mirabilmente disposti ad arco che svettano lungo il perimetro del Pozzillo, caratterizzati da linee razionali e severe, da tinte tenui e pastellate, costituiscono un eloquente esempio di questa architettura settecentesca, sostanzialmente rimasta intatta sino ai giorni nostri. Più in alto troneggia il castello, risalente al 1768, ma modificato durante il fascismo con l’aggiunta di due nuovi piani. Nel piano sottostante il livello stradale è stato allestito dal 1983 un piccolo museo, che custodisce straordinarie testimonianze del passato sfuggite ai saccheggi dell’uomo ed al logorio del tempo.
Altro edificio di una certa importanza che s’incontra nel centro abitato è la chiesa di Santa Candida, raggiungibile anche direttamente dal porto percorrendo una rampa ripida e pittoresca che si arrampica a zig zag: l’edificio, caratterizzato da una bella facciata classicheggiante, consta di una sola navata, che culmina in un’abside semicircolare.
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